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Recensione "Safe"

  • la libreria proibita
  • 6 mar 2018
  • Tempo di lettura: 2 min

Genere: Azione, Poliziesco


Anno: 2012


Regia: Boaz Yakin


Attori: Jason Statham, Anson Mount, Chris

Sarandon, Reggie Lee, James Hong


Paese: USA


Trama: Luke Wright è un combattente di second’ordine che lotta nel circuito delle mixed martial arts, che vive una monotona routine di incontri senza stimoli o speranze. Ma le cose cambiano quando fa saltare il risultato di un match combinato. La mafia russa, per farne un esempio, uccide tutta la sua famiglia e lo esclude da ogni circuito di combattimento, facendone un barbone che vaga per le strade di New York tormentato dal senso di colpa e dalla paranoia di essere costantemente sotto controllo, e dalla consapevolezza che chiunque diventi per lui una persona cara è destinato a morire. Quando però si trova di fronte l’assassino della moglie che tormenta una ragazzina cinese di 12 anni, Mei, Luke non esita a intervenire, prendendo così parte ad una guerra più grande di lui. Mei, infatti, non è una ragazzina qualsiasi, ma un genio della matematica che le Triadi hanno utilizzato per memorizzare dei codici numerici per cui sia loro che i loro rivali russi, e persino la polizia, sono disposti a uccidere. Rendendosi conto di essere l’unico di cui Mei si può fidare, Luke dovrà combattere duramente per salvare la vita di una giovane innocente e per riscattare la sua stessa esistenza.



Il film è stato trasmesso su Italia Uno il 19 Febbraio ed essendo amante di Jason Statham, non mi sono fatta scappare l'opportunità di vedere l'ennesimo film che lo vede come protagonista.

Mi ha preso fin dall'inizio e mi ha fatto provare tanta rabbia e gioia, perché vengono mostrate le ingiustizie, non solo da parte della polizia corrotta, ma anche da parte della mafia cinese o russa. Statham si conferma uno degli attori più adatti alle scene d'action maggiormente adrenaliniche. Certo, devo ammettere che alla fine, è un film che si ripete, nel senso che Statham realizza sempre questo genere di film, dove tutto ruota intorno a lui e alla sua presenza fisica (nelle scene di lotta), e se devo esser sincera, non è il miglior film che ha fatto, nonostante mi sia piaciuto molto. La cosa bella è che solitamente vediamo uno Statham complicato, che ha rapporti con le donne, ma che non riesce a tenersele strette per il suo lavoro o che gli vengono portate via (con la morte); anche qui, la sua donna è stata uccisa a causa del lavoro che faceva, ma la particolarità di questo film è la presenza di una bambina, la quale dà motivazione a Luke per cambiare il mondo corrotto che li circonda. Un film in cui l'empatia non può non esserci, ma diciamo che non è niente di straordinario o che, comunque, rimane impresso nella mente e nel cuore.

Voto finale: 🎥🎥🎥/5










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