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Recensione "La pianista di Auschwitz"

  • la libreria proibita
  • 20 feb 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

Genere: narrativa moderna e contemporanea


Editore: Newton Compton


Collana: Nuova narrativa


Prezzo: 8,41 cartaceo / 4,99 ebook


Pagine: 256


Formato: rilegato


Lingua: Italiano


Trama: Hanna ha quindici anni ed è una pianista di talento. È cresciuta in una famiglia ebrea della media borghesia ungherese, ma quando la città in cui vive viene rastrellata, dovrà conoscere insieme ai suoi cari gli orrori del campo di concentramento. Sua madre impazzirà dopo essere stata separata dal marito, e Hanna rimarrà sola con la sorella Erika ad affrontare un luogo agghiacciante e brutale come Auschwitz. Un giorno, però, le viene offerta la possibilità di suonare il pianoforte per il comandante del lager, una scelta sofferta per la povera ragazza. Una volta entrata nella villa del nazista, conoscerà suo figlio, Karl, ragazzo affascinante che sembra rinnegare la vita dello spietato padre. Di primo acchito, Hanna non potrà fare a meno di odiarlo con tutta se stessa. Eppure, man mano che passano i mesi, un altro sentimento per il giovane Karl si farà strada nel suo cuore…



"«Non farlo!». L'afferrai per il braccio. «Ci farai sparare». Lei strinse forte il parapetto, le nocche bianche per lo sforzo. Si voltò di nuovo verso i ragazzi. «Si fotta Hitler!», sussurrò a bassa voce. «Fottetevi tutti!». Lasciò andare la sponda e si accasciò sul pianale del camion."


Suzy Zail ha lavorato come avvocato prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. In uno dei suoi libri ha raccontato la storia del padre, un sopravvissuto all’Olocausto. La Newton Compton ha pubblicato Il bambino di Auschwitz e La pianista di Auschwitz. Vive a Melbourne. (credit: Amazon)


Ho notato su Instagram che in molti vi ha incuriosito questo libro, quindi ho deciso di fare una recensione il più dettagliata possibile, in modo che riesca a risolvere tutti i vostri dubbi.

Come viene scritto nel libro a pag. 249, La pianista di Auschitz non è un romanzo storico. I personaggi del libro sono creazioni della fantasia dell'autrice, ma il ghetto di Debrecen e il mattonificio di Serly, i treni bestiame stipati di uomini, donne e bambini innocenti, e il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, sono esistiti. Anche alcuni personaggi sono esistiti davvero, ad esempio il dottor Mengele o il capitano Jager. Quindi non pensate che questo libro riporti delle vere testimonianze o che sia strutturato come un libro storico, anzi infondo a sx sulla copertina, viene proprio scritto ROMANZO. Ovviamente, chi ha studiato un minimo a scuola, sa quello che è accaduto e leggerlo, in modo romanzato, seguendo le impressioni della protagonista e della famiglia, pur essendo inventate, fa molto male. A parer mio non ha alcun difetto questo libro, perché emergono tutte le impressioni ed emozioni dei personaggi scritti e ti coinvolgono a tal punto da provare compassione e, in un certo senso, capire ciò che hanno vissuto (anche se, come dice l'autrice, per capire sul serio dovevamo viverlo e in ciò siamo stati fortunati).

Altra cosa importantissima, non è un libro assolutamente crudo; chiaramente, vengono dette alcune cose per quanto riguarda il campo di sterminio, ma si concentra ben poco in realtà sulle torture e sulle altre cose disumane che compivano i soldati tedeschi.

Ti emoziona, ti fa comprendere quello che ha dovuto vivere questa povera gente, ti coinvolge a pieno e, come mi è stato detto, ci vuole un certo "coraggio" nell'affrontare letture di questo genere. Secondo me, può essere un libro adatto a chiunque, anche perché parla di grandi valori che non si perdono neanche in queste situazioni, ovvero, la fratellanza, non solo tra fratelli, ma anche tra persone sconosciute che condividono la stessa disgrazia, l'amore verso colui che apparentemente è il nemico. Suppongo sia uno dei libri migliori che abbia letto, o, sicuramente, uno che mi è rimasto di più. Per qualche giorno, non sono riuscita a dire frasi tipo "Sto morendo dal freddo" oppure "Ho una fame che muoio", perché pensavo a queste povere persone e a quello che hanno dovuto vivere, quindi non me la sentivo di essere così superficiale. Ovviamente questo libro può piacere o non piacere, può lasciare le mie stesse impressioni oppure può non toccare nemmeno il vostro animo, ma questo si sa perché per qualsiasi libro è soggettivo poi, il parere finale. Per me è da 5/5 stelle. Ottimo e consigliatissimo!


Per i bambini mandati a sinistra.

Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione, o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano ad odiare, e se possono imparare ad odiare possono anche imparare ad amare, perché l'amore, per il cuore umano, è più naturale dell'odio.

Nelson Mandela








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